Vista la sua natura di città basata sull'industria tessile, Prato è sempre stata meta di lavoratori emigranti. Al giorno d'oggi si tratta perlopiù di uomini e donne provenienti dalla Cina, mentre in passato c'era grande affluenza da Campania e Calabria. Un po' anche dalla Sardegna.
Si sono assecondate alcune generazioni, ma per qualche fenomeno bizzarro, nessuna di queste generazioni ha assimilato l'accento pratese (per fortuna loro, suppongo).
Parlano un misto di Campano/Pratese o peggio, Calabro/Pratese - quest'ultimo consistente in un coacervo di aspirazioni a tradimento - che si attacca di padre in figlio, di nonno in nipote.
Al circolo ci sono svariati esemplari di questa buffa categoria. Ho collezionato anche un paio di più rari Sardo/Pratesi.
I prossimi post parleranno di loro:
- Il Nano strofina cucchiai
- Frizzantino
- Il Cantante
- Nessuno vuole parlarti (fattene una ragione)
- Vecchio Paulista