09 gennaio, 2014

La cohahola con la cannuccia horta horta.

Vista la sua natura di città basata sull'industria tessile, Prato è sempre stata meta di lavoratori emigranti. Al giorno d'oggi si tratta perlopiù di uomini e donne provenienti dalla Cina, mentre in passato c'era grande affluenza da Campania e Calabria. Un po' anche dalla Sardegna.

Si sono assecondate alcune generazioni, ma per qualche fenomeno bizzarro, nessuna di queste generazioni ha assimilato l'accento pratese (per fortuna loro, suppongo).

Parlano un misto di Campano/Pratese o peggio, Calabro/Pratese - quest'ultimo consistente in un coacervo di aspirazioni a tradimento - che si attacca di padre in figlio, di nonno in nipote.

Al circolo ci sono svariati esemplari di questa buffa categoria. Ho collezionato anche un paio di più rari Sardo/Pratesi. 

I prossimi post parleranno di loro:

- Il Nano strofina cucchiai
- Frizzantino
- Il Cantante 
- Nessuno vuole parlarti (fattene una ragione)
- Vecchio Paulista

07 novembre, 2013

Memento Paolieri

Il Polieri si avvicina ad un altro vecchino ed attira la sua attenzione picchiettandogli la spalla.

"T'ho visto camminare stamani... Anche se 'ttu hai quelle gambe lunghe, a camminare in qué modo, ti viene un infarto!"

Il vecchino risponde placido: "Va bene, andrò in macchina."

Il Paolieri ci pensa su un pochino. Quindi, allontanandosi, esclama: "Allora 'ttu picchi in un muro."

12 ottobre, 2013

Il Parrocchiano

Il Parrocchiano ha uno di quei nomi strani tipo "Oronzo" che io non ricordo mai. Per cui lo chiamo "Parrocchiano" e siamo entrambi felici.

Il soprannome deriva dal suo primo approccio nei miei confronti: sarà stato si e no il mio terzo giorno di lavoro al circolo, quando mi si è avvicinato con un sorriso furbino e mi ha chiesto "Ma di che parrocchia sei?" lasciandomi perplessa per lunghi secondi.

Gli ho chiesto cosa intendesse, ma si è limitato a ripetere la domanda, con sorriso ancora più furbino. Così ho farfugliato qualcosa riguardo al non andare in chiesa.

Il giorno dopo, stessa storia.
Ed il giorno dopo, anche.
Pure il giorno dopo ancora.

Per circa un mese è stato un tormentone dei miei pomeriggi - ed ogni volta gli sparavo nomi di parrocchie fittizie, provocando in lui soltanto l'acuirsi del sorriso furbino.

Dopo un po'si è scocciato ed ha smesso di chiedermelo, ma pare molto felice del soprannome che gli ho dato.

Fatti random sul Parrocchiano:

- quando ordina una pizza, non sa MAI quale prendere. Di solito però finisce per farsi fare un covaccino all'olio col crudo.
- il suo aperitivo abituale è un bicchieri e d'acqua frizzante con uno sputo di Aperol ed una fetta di limone. Lo ha inventato lui, credo.
- ogni tanto mi dá del Lei.
- mi sta abbastanza simpatico.

11 settembre, 2013

Occhiotorto

È giunto il momento: vi devo parlare di una donna ... più o meno.

Il vero nome di Occhiotorto non ve lo posso dire, vista la sua modesta fama nell'ambiente andergraund pratese - zona stazione - ma vi basta sapere che si tratta di una di quelle donne che non passano inosservate.

Sembra uscita da uno di quei videogiochi sui pirati con la grafica pixelosa, dove le battone di Tortuga non sono bionde e procaci, ma sfatte e truccate male.

Ha tutto quello che serve per soddisfare i requisiti di categoria: lunghi capelli neri rovinati, che raccoglie in code e trecce con gli elastici colorati, anni novanta style, tatuaggi fatti male (ha un cuore storto sulla spalla, con un nome tremolante scritto sopra) ed un guardaroba imbarazzante, che abbonda di minigonne di jeans con le toppe, canottiere sfatte e sandali con la zeppa. Quest'estate ha anche riesumato un vecchio walkman, con cui andava a zonzo canticchiando e dondolando il testone.

La sento arrivare dal fondo della strada, perché è più o meno da quella distanza che comincia ad urlare il mio nome - maledetto sia il giorno in cui gliel'ho detto. Beve birra Moretti e mangia pizza margherita. Raramente ha i soldi per le sigarette e mi chiede spesso la chiave del bagno.

Perché me la chiede spesso? Ma perché per la modica cifra di 5euro offre ... ehm, piacere orale? soffoconi? Ditelo come volete, il succo (ew) è quello. Il bagno è ovviamente il suo tempio privato, in caso di necessità.

Capire quando il bagno è stato eletto a tempio del piacere, è tra l'altro molto semplice, visto che il fortunato vecchino di turno viene portato al bancone subito dopo ed esortato a suon di moine ad offrirle una birra - è una specie di rituale, ormai.

Di recente ha trovato lavoro come donna delle pulizie, il che mi fa pensare sia finta l'era dei soffoconi a pagamento - ed una gran parte di me è felice di potersi liberare dal terrore che mi assale ogni volta che vado in bagno.

Una piccola parte di me, invece, si chiede chi sia quel santo che l'ha assunta. Se me lo dovessero presentare, devo ricordarmi di non stringergli la mano. Sai mai, le vecchie abitudini...

01 settembre, 2013

Che la forza sia con me.

Messico: "Che la fuerza sia con tigo. Sai chi lo diceva?"
Tizio: "No, chi?"
Messico: "Lo diceva Dark Fender in Staruors."