09 gennaio, 2014

La cohahola con la cannuccia horta horta.

Vista la sua natura di città basata sull'industria tessile, Prato è sempre stata meta di lavoratori emigranti. Al giorno d'oggi si tratta perlopiù di uomini e donne provenienti dalla Cina, mentre in passato c'era grande affluenza da Campania e Calabria. Un po' anche dalla Sardegna.

Si sono assecondate alcune generazioni, ma per qualche fenomeno bizzarro, nessuna di queste generazioni ha assimilato l'accento pratese (per fortuna loro, suppongo).

Parlano un misto di Campano/Pratese o peggio, Calabro/Pratese - quest'ultimo consistente in un coacervo di aspirazioni a tradimento - che si attacca di padre in figlio, di nonno in nipote.

Al circolo ci sono svariati esemplari di questa buffa categoria. Ho collezionato anche un paio di più rari Sardo/Pratesi. 

I prossimi post parleranno di loro:

- Il Nano strofina cucchiai
- Frizzantino
- Il Cantante 
- Nessuno vuole parlarti (fattene una ragione)
- Vecchio Paulista

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