04 agosto, 2013

Gocce di memoria

La memoria dopo i settant'anni, cambia.
Le proprie consuetudini diventano marmoree, inamovibili, indispensabili, mentre quelle degli altri ... aspetta, quali consuetudini?

Da febbraio ho imparato che tipo di caffè prendono i miei clienti, quali paste vogliono e che sigarette fumano. 

Sempre le stesse, se ve lo state chiedendo. E me le chiedono sempre nella stessa maniera. 

Da febbraio faccio sempre il solito tipo di orario (8h al giorno, 6 giorni su 7) eppure non sembra esserci un solo cliente che lo ricordi. Per non parlare delle rare volte in cui manco oppure, per necessità particolari, sfrutto l'orario diversamente.

Esempio: lo scorso weekend sono stata assente, il mio collega aveva detto che ci sarebbe stata sua nipote a sostituirmi, ma la ragazza non è potuta venire. Così il mio collega ha deciso di fare 16 ore filate per due giorni, portandosi dietro la compagna per farsi aiutare. 

Oggi la signora che viene TUTTE le Domeniche a fare colazione (cappuccino, vassoio di paste alle panna da portare via più due pasticcini alla panna da mangiare sul posto) mi chiede: "Ma oggi stai qui tutto il giorno?" No, otto ore come al solito. "E non viene nessuno ad aiutarti?" No, sono sola dalle 08 alle 16 come al solito. E si, se devo fare la pipì mi arrangio. "Ah." 

Sembrava confusa, ma mai quanto me.

ps. Se invecchio così, prendetemi a sberle.

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